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La fabbrica dell'intelligenza artificiale: come l'Italia mette i supercomputer al servizio di startup e PMI

tech2026-08-28 · 3 min read · 0 reads

Mentre il dibattito sull'IA si concentra su regole e rischi, l'Italia costruisce le fondamenta materiali della tecnologia. Il progetto IT4LIA, una delle prime AI Factory d'Europa ospitata dal CINECA di Bologna, mette la potenza del supercomputer Leonardo e di una nuova macchina da oltre 160 Exaflops

Mentre il dibattito pubblico sull'intelligenza artificiale in Italia si concentra soprattutto sulle nuove regole e sui rischi, lontano dai riflettori il Paese sta costruendo qualcosa di molto più concreto: la potenza di calcolo necessaria a far funzionare davvero questa tecnologia. Il progetto si chiama IT4LIA ed è una delle prime "fabbriche di IA" d'Europa.

Che cos'è una "fabbrica di IA"

Il termine può facilmente trarre in inganno, perché non si tratta affatto di uno stabilimento tradizionale. Un'AI Factory è in realtà un ecosistema che mette a disposizione enormi risorse di supercalcolo, insieme a competenze e servizi, per permettere a chi sviluppa intelligenza artificiale di addestrare e utilizzare i propri modelli.

IT4LIA è stata selezionata dall'impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni, la EuroHPC, e sarà ospitata dal CINECA, il grande consorzio interuniversitario con sede a Bologna. Il progetto vede inoltre l'Italia collaborare a stretto contatto con altri due Paesi europei, ovvero l'Austria e la Slovenia.

Il cuore: il supercomputer Leonardo

La fabbrica dell'intelligenza artificiale: come l'Italia mette i supercomputer al servizio di startup e PMI

Al centro di questa imponente infrastruttura c'è un nome già noto agli addetti ai lavori: Leonardo, uno dei supercomputer più potenti d'Europa, anch'esso ospitato al CINECA. Fin dal mese di aprile 2025, IT4LIA ha iniziato a fornire risorse e servizi di calcolo appoggiandosi proprio a questa macchina già esistente.

Ma il progetto guarda ben oltre. All'ecosistema si affiancano l'aggiornamento chiamato LISA, il sistema cloud GAIA e la piattaforma MEGARIDE, oltre a un supercomputer completamente nuovo, ottimizzato in modo specifico per i carichi di lavoro dell'intelligenza artificiale, il cui contratto di sviluppo è stato firmato nell'aprile 2026.

I numeri di questa nuova macchina danno letteralmente le vertigini. Si parla di una potenza di picco superiore ai 160 Exaflops per l'inferenza dell'IA, un valore che colloca l'infrastruttura tra le più avanzate dell'intero continente europeo e in grado di reggere il confronto anche a livello globale.

Un investimento da 290 milioni

Costruire tutto questo ha ovviamente un costo molto importante. Per l'acquisizione, la consegna, l'installazione e la manutenzione del nuovo sistema è previsto un budget complessivo di ben 290 milioni di euro, una cifra che rende bene l'idea della portata strategica dell'intera iniziativa nazionale.

A finanziare il progetto è una collaborazione tra diverse istituzioni. La EuroHPC copre il cinquanta per cento del costo totale attraverso il programma Digital Europe, mentre la restante quota è cofinanziata dal Ministero italiano dell'Università e della Ricerca, a conferma del concreto impegno nazionale sul tema.

Sul piano più strettamente tecnologico, a occuparsi della realizzazione saranno l'azienda italiana E4 Computer Engineering, che si è aggiudicata la gara, insieme al colosso statunitense Dell Technologies. Un mix di competenze locali e internazionali per dare vita a una delle infrastrutture di calcolo più ambiziose del Paese.

A chi serve, davvero

La domanda più importante, tuttavia, riguarda l'utilità concreta di tutto questo enorme sforzo. L'obiettivo dichiarato è mettere questa potenza di calcolo al servizio soprattutto delle piccole e medie imprese e delle startup europee, soggetti che difficilmente potrebbero permettersi da soli infrastrutture di questo tipo.

È proprio questo il punto davvero cruciale. L'accesso a risorse di supercalcolo è diventato uno dei principali colli di bottiglia per chi vuole sviluppare intelligenza artificiale, e una struttura di natura pubblica che le renda disponibili può contribuire a livellare il campo di gioco rispetto ai grandi colossi tecnologici.

I servizi offerti, inoltre, non sono affatto generici, ma pensati per settori verticali ben precisi. IT4LIA si concentra infatti su ambiti strategici come l'agritech, la cybersicurezza, la meteorologia e il clima e la manifattura, cercando così di rispondere alle esigenze specifiche di ciascuno di questi comparti.

In un momento in cui l'attenzione è spesso catturata dalle leggi e dai timori legati all'intelligenza artificiale, progetti come IT4LIA raccontano l'altra faccia della medaglia: quella delle fondamenta materiali. Perché senza potenza di calcolo, competenze e infrastrutture, qualsiasi ambizione italiana nel campo dell'IA rischierebbe di restare soltanto sulla carta.

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