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L'Italia costruisce la sua AI Factory: il supercomputer Leonardo si potenzia per l'intelligenza artificiale

tech2026-08-20 · 3 min read · 1 reads

Con il nuovo modulo LISA, il supercomputer Leonardo di Cineca diventa la prima partizione europea dedicata all'intelligenza artificiale. Nasce così la AI Factory italiana, pronta a offrire enorme potenza di calcolo a ricerca e imprese.

L'Italia compie un passo importante nel campo dell'intelligenza artificiale, puntando su una delle sue infrastrutture tecnologiche più preziose. Il supercomputer Leonardo, uno dei più potenti d'Europa, viene potenziato per diventare il cuore di una vera e propria AI Factory italiana, capace di offrire enorme potenza di calcolo a ricercatori e imprese.

Il ruolo del supercomputer Leonardo

Il supercomputer Leonardo è gestito da Cineca, un consorzio che riunisce ben 70 università italiane e 40 istituti nazionali. La sua importanza è enorme, dato che da solo fornisce circa l'80 per cento della potenza di calcolo italiana e contribuisce per oltre il 20 per cento alla capacità complessiva europea in questo settore.

Questa infrastruttura rappresenta dunque un pilastro strategico non solo per l'Italia, ma per l'intera Europa. Disporre di una simile potenza di calcolo consente di affrontare sfide scientifiche e tecnologiche di grande complessità, dalla ricerca medica alla modellazione del clima, fino allo sviluppo dei più avanzati sistemi di intelligenza artificiale.

Arriva il modulo LISA

Il nuovo modulo LISA aggiunge al supercomputer Leonardo 1.328 acceleratori NVIDIA H100 dedicati all'intelligenza artificiale. (Immagine illustrativa)
Il nuovo modulo LISA aggiunge al supercomputer Leonardo 1.328 acceleratori NVIDIA H100 dedicati all'intelligenza artificiale. (Immagine illustrativa)

Il cuore di questo potenziamento è un nuovo modulo chiamato LISA, sigla che sta per Leonardo Improved Supercomputing Architecture. Si tratta di una partizione progettata specificamente per sostenere i grandi modelli linguistici e le applicazioni di intelligenza artificiale generativa e multimodale, un ambito in rapidissima crescita.

Le caratteristiche tecniche di LISA sono davvero impressionanti. Il modulo comprende 166 nodi di calcolo, ciascuno dotato di 8 potenti schede grafiche NVIDIA H100, per un totale di 1.328 acceleratori. A questi si aggiungono una memoria ad altissima banda e una rete Infiniband non bloccante, pensata per gestire enormi quantità di dati senza rallentamenti.

Dal punto di vista economico, il contratto per la realizzazione di LISA ha un valore di 28,2 milioni di euro. L'architettura scelta è la BullSequana AI 600, sviluppata da Eviden, la divisione dedicata al calcolo ad alte prestazioni del gruppo Atos, che era già stato il costruttore originale dello stesso supercomputer Leonardo.

La prima partizione europea dedicata all'IA

Ciò che rende LISA particolarmente significativo è il suo primato. Si tratta infatti della prima partizione di calcolo nell'ambito di EuroHPC ad essere dedicata espressamente all'intelligenza artificiale. Questo la colloca all'avanguardia in un momento in cui la domanda di potenza di calcolo per l'IA cresce a ritmi vertiginosi in tutto il mondo.

L'iniziativa si inserisce inoltre in un progetto europeo di più ampio respiro. LISA fa parte delle 13 nuove AI Factories dell'Unione Europea, gestite dall'ente EuroHPC JU. Per rientrare in questo programma, i sistemi devono garantire prestazioni minime molto elevate, pari ad almeno 45.000 TFlops secondo il parametro di riferimento utilizzato.

Nasce IT4LIA

Attorno al Leonardo potenziato prende forma la AI Factory italiana, denominata IT4LIA, che avrà proprio il supercomputer come suo centro computazionale. L'obiettivo è mettere questa straordinaria potenza di calcolo al servizio del sistema Paese, sostenendo lo sviluppo di operatori italiani ed europei attivi nel campo dell'intelligenza artificiale.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda le imprese. Il progetto punta infatti a offrire alle aziende italiane l'accesso a fornitori di servizi cloud nazionali per l'inferenza dei modelli di intelligenza artificiale. In questo modo, anche le realtà più piccole potranno beneficiare di risorse di calcolo che altrimenti sarebbero difficilmente accessibili.

Un salto di prestazioni

I benefici in termini di potenza saranno notevoli. Secondo le previsioni, la AI Factory sarà operativa a partire dal 2026 e offrirà un miglioramento delle prestazioni fino a dieci volte superiore, per le applicazioni di intelligenza artificiale, rispetto all'attuale configurazione del supercomputer Leonardo. Un salto di qualità davvero considerevole.

Questo enorme incremento di capacità aprirà nuove possibilità in numerosi campi. Dalla ricerca scientifica allo sviluppo industriale, passando per la sanità e la pubblica amministrazione, la disponibilità di una simile infrastruttura potrà accelerare l'innovazione e rendere l'Italia più competitiva nel panorama tecnologico internazionale.

In definitiva, il potenziamento del supercomputer Leonardo e la nascita della AI Factory italiana rappresentano un investimento strategico sul futuro. In un'epoca in cui il controllo delle infrastrutture di calcolo è diventato cruciale, l'Italia si dota di uno strumento capace di sostenere la propria autonomia tecnologica e di alimentare la prossima ondata di innovazione.

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