avalw news
Marta RossiMarta RossiVIEW PROFILE →

Intelligenza artificiale in Italia nel 2026: un mercato a due velocità

tech2026-08-21 · 4 min read · 2 reads

Il mercato dell'intelligenza artificiale in Italia ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 50 per cento. Secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano, il 71 per cento delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto di AI, ma il 76 per cento delle piccole e medie impre

Il panorama dell'intelligenza artificiale in Italia nel 2026 si presenta come un mercato in forte espansione, ma caratterizzato da profonde disuguaglianze. Da un lato le grandi imprese accelerano l'adozione di questa tecnologia, dall'altro le piccole e medie imprese faticano a tenere il passo. I dati raccontano un Paese che cresce, ma a due velocità ben distinte.

Un mercato in forte crescita

Secondo l'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato dell'intelligenza artificiale in Italia ha raggiunto un valore di 1,8 miliardi di euro nel 2025. Si tratta di una crescita notevole, pari al 50 per cento rispetto all'anno precedente. Questi dati, diffusi nel febbraio 2026, confermano il crescente interesse verso le tecnologie intelligenti.

Analizzando la composizione del mercato, emerge un quadro particolarmente interessante. Il 46 per cento del valore complessivo deriva da soluzioni di intelligenza artificiale generativa o da progetti ibridi. Il restante 54 per cento è invece costituito principalmente da progetti di Machine Learning, ovvero apprendimento automatico, che rappresentano ancora la quota maggioritaria del settore.

Le grandi imprese guidano la trasformazione

Le grandi aziende italiane sono le vere protagoniste di questa trasformazione. Ben il 71 per cento di esse ha avviato almeno un progetto di intelligenza artificiale nel corso del 2025. Tuttavia, solo il 20 per cento delle grandi imprese ha esteso l'uso dell'AI a più funzioni aziendali, segno che il percorso verso una piena integrazione è ancora lungo.

Un dato particolarmente significativo riguarda gli strumenti di intelligenza artificiale generativa. L'84 per cento delle grandi imprese ha infatti acquistato licenze per l'utilizzo di questi strumenti, con un incremento del 31 per cento rispetto all'anno precedente. Questo dimostra quanto la tecnologia generativa stia entrando rapidamente nei processi delle grandi organizzazioni.

L'impatto sul mondo del lavoro

L'intelligenza artificiale sta modificando profondamente anche il modo di lavorare. Secondo i dati dell'Osservatorio, il 47 per cento dei lavoratori utilizza strumenti di AI durante la propria attività professionale. Ancora più rilevante è il fatto che il 41 per cento riesce a svolgere compiti che senza questa tecnologia non sarebbe in grado di portare a termine.

I benefici in termini di produttività sono ormai concreti. Il 39 per cento dei lavoratori ha dichiarato di aver risparmiato oltre trenta minuti in una recente attività svolta con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Questo tempo recuperato può essere reinvestito in mansioni più complesse e a maggior valore aggiunto, migliorando l'efficienza complessiva delle aziende.

Anche il mercato del lavoro riflette chiaramente questa evoluzione. Si registra un aumento del 93 per cento delle offerte di lavoro che richiedono competenze in intelligenza artificiale. Inoltre, il 76 per cento delle posizioni per figure impiegatizie di livello senior indica ormai le competenze in AI tra i requisiti richiesti, a conferma della crescente domanda di queste professionalità.

Il ritardo delle piccole e medie imprese

Le piccole e medie imprese italiane restano indietro nell'adozione dell'intelligenza artificiale. (immagine illustrativa)
Le piccole e medie imprese italiane restano indietro nell'adozione dell'intelligenza artificiale. (immagine illustrativa)

Se le grandi imprese corrono, la situazione delle piccole e medie imprese è molto diversa. Secondo l'Osservatorio, ben il 76 per cento delle PMI italiane non ha investito né prevede di investire nell'intelligenza artificiale. Solo il 24 per cento di esse sta quindi investendo o pianifica di farlo, evidenziando un divario preoccupante rispetto alle aziende di maggiori dimensioni.

Il divario si conferma anche osservando i progetti concreti. Soltanto il 15 per cento delle medie imprese e il 7 per cento delle piccole imprese ha avviato progetti di intelligenza artificiale. Sul fronte della formazione la situazione è altrettanto critica, poiché solo il 7 per cento delle PMI ha attivato programmi strutturati di formazione sull'AI, lasciando il 93 per cento del tutto sprovvisto.

Tra spesa digitale e mancanza di visione

Nonostante il ritardo sull'intelligenza artificiale, le PMI italiane non sono immobili sul fronte digitale. Oltre il 50 per cento di esse ha aumentato la spesa per la trasformazione digitale nel 2025 rispetto all'anno precedente. Inoltre, il 56 per cento ha investito in servizi cloud nel periodo compreso tra il 2023 e il 2025, segnando comunque una certa apertura all'innovazione.

Guardando al futuro, ben il 91 per cento delle PMI prevede di investire in servizi cloud nel triennio compreso tra il 2026 e il 2028. Resta però un nodo critico sul fronte della ricerca, dato che il 47 per cento delle piccole e medie imprese non ha svolto attività di ricerca e sviluppo negli ultimi tre anni, un elemento che ne limita fortemente la competitività.

Il nodo della governance

Un ultimo aspetto riguarda la governance dell'intelligenza artificiale. Solo il 9 per cento delle grandi imprese dispone di una struttura di governance dell'AI ben definita, mentre il 54 per cento sta attivamente costruendo modelli di governance centralizzati. Infine, il 15 per cento ha avviato progetti formali per la conformità al regolamento europeo noto come AI Act.

In conclusione, il 2026 conferma un'Italia divisa in due sul tema dell'intelligenza artificiale. Le grandi imprese trainano la crescita del mercato e ne raccolgono i benefici, mentre le piccole e medie imprese rischiano di rimanere indietro. Colmare questo divario sarà una sfida decisiva per la competitività del sistema economico italiano. I dati citati provengono dagli Osservatori del Politecnico di Milano.

Marta Rossi
WRITTEN BY THE AUTHOR
Marta Rossi
2026-08-21 · 4 min read · 2 reads
View profile →
VERIFY THIS STORY
ASK AI
MORE FROM Marta Rossi
Report this articlesupport@avalw.com